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Approfondimento

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A cosa serve Internet? Perchè è stata creata?

Internet è un insieme di reti di calcolatori, ciascuna formata a sua volta da un certo numero di reti locali (LAN), ossia insiemi di calcolatori relativamente piccoli (un edificio, una Università, un'azienda). Il suo primo nucleo è stato creato dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti per scopi militari negli anni '60; da allora la rete si è costantemente sviluppata, ma solo negli ultimi anni è cominciata la vera e propria "esplosione".

Sebbene l'obiettivo originario fosse militare, fino a pochi anni fa lo scopo primario della rete era quello di permettere la comunicazione e la circolazione delle idee a livello accademico, ossia in un ambito relativamente specializzato; in particolare, era assolutamente vietata qualsiasi attività o comunicazione che avesse scopo di lucro. Recentemente, invece, si è assistito ad una pacifica "invasione" della rete da parte di utenti non particolarmente qualificati, ed alla corrispondente nascita di un grande numero di siti che con la ricerca universitaria hanno poco o nulla a che fare. Negli Stati Uniti, in particolare, Internet è ormai un comune mezzo di comunicazione, come il fax o il telefono, e con essa si può già, anche se non su vasta scala, ordinare una pizza o acquistare CD. Al momento, quindi, Internet è in una fase di grande mutamento (e spetta ai suoi utenti il governarlo nella direzione voluta!).

Bisogna infine dire che il grande sviluppo che la rete ha avuto nel passato e che permette oggi di trovare in rete una quantità di materiale assolutamente enorme su qualunque argomento si voglia è stato essenzialmente dovuto alla buona volontà e all'altruismo di moltissimi utenti della rete, che hanno provveduto a mettere a disposizione di tutti il materiale che essi possedevano o creavano sugli argomenti di loro conoscenza o interesse. A parte i siti "commerciali" sorti recentemente, in rete quasi nessuno fa qualcosa - un ipertesto, un articolo in un newsgroup... - per denaro; lo fa perchè gli piace farlo, e perchè negli anni si è creato un senso di "comunità" tra gli utenti. Forse proprio questa è la principale ricchezza di Internet, e la perdita di questo aspetto potrebbe effettivamente ridurre il famoso "cyberspazio" a niente di più che un insieme di negozi virtuali, forse utile ma certo molto meno interessante. Speriamo di no...


Cronologia...INTERNET


INIZI

1957

All'inizio fu lo Sputnik. Gli ufficiali più gallonati del Pentagono vissero il 4 ottobre 1957 come uno dei giorni peggiori della loro vita: l'Unione Sovietica aveva messo in orbita, battendoli sul tempo, il primo satellite artificiale della storia. Uno smacco inammissibile che denunciava un progresso tecnologico preoccupante. Per tutta risposta l'Amministrazione statunitense creò sollecitamente l'Advanced Research Projects Agency (ARPA), una struttura interna al Dipartimento della Difesa, con l'intenzione esplicita di ristabilire il primato americano nelle scienze applicate al settore militare. I frutti imprevisti di quella scommessa bellica li godono oggi oltre 40 milioni di persone di tutto il mondo. Un risultato perverso - rispetto alla logica originaria - e mirabolante, che ha sta rivoluzionando il modo di comunicare probabilmente tanto quanto solo l'invenzione dei caratteri mobili di Gutenberg nel 1438 era riuscita a fare: Internet.

Anni '60

Il satellite russo aveva rovinato il sonno a molti responsabili della Difesa americana, popolando le loro notti di incubi crescenti: "Oggi lo Sputnik, e domani?" era l'interrogativo angoscioso. Le migliori teste d'uovo della Rand Corporation, il più avanzato think-tank americano ai tempi della guerra fredda, presero così ad arrovellarsi su un'incognita apocalittica: "Come avrebbero potuto, i centri nevralgici del Paese, comunicare dopo una guerra nucleare?" La domanda era tragica e grottesca allo stesso tempo: "d'altronde - si diceva - per qaunto si corazzasse una rete di comunicazione tradizionale, i suoi commutatori e i suoi cavi sarebbero stati sempre vulnerabili a un attacco atomico. Il centro di quel sistema sarebbe diventato immediatamente il bersaglio strategico principale dei nemici che, colpendolo, avrebbero messo in ginocchio irreparabilmente la nazione".

1962

Fu Paul Baran, una delle intelligenze più aguzze del centro studi, ad azzardare una risposta in un report dal titolo "On Distributed Communications Networks": innanzitutto la rete non doveva avere alcuna autorità centrale e avrebbe dovuto essere concepita, sin dall'inizio, in modo da operare in un contesto di instabilità. Perché questo avvenisse era assolutamente necessario che tutti i nodi fossero indipendenti, avessero una pari gerarchia e fossero capaci di originare, passare e ricevere i messaggi. I messaggi a loro volta sarebbero stati scomposti in pacchetti opportunamente targati per non perdersi lungo la via e ogni pacchetto separatamente indirizzato verso la propria destinazione. Soltanto una volta raggiunta la meta finale i diversi moduli sarebbero stati finalmente ricomposti. La strada da percorrere era una loro scelta, suggerita da una serie di computer appositamente programmati per monitorare tutti gli snodi e incanalare i dati lungo le vie più sgombre e sicure. Se per qualsiasi motivo si fosse verificato un blocco lungo una della arterie della rete, il pacchetto sarebbe stato immediatamente re-indirizzato per una strada meno accidentata. Riassumendo con una metafora di Bruce Sterling "Fondamentalmente il pacchetto sarebbe stato scaricato come una patata bollente da un nodo all'altro, più o meno in direzione della sua destinazione finale, sino a quando non avesse raggiunto la sua giusta meta. Questo sistema di consegna piuttosto azzardato può certamente essere definito "inefficiente" nell'accezione classica di questo termine (specialmente se confrontato, ad esempio, al sistema telefonico) ma è di certo estremamente resistente".
Quest'idea eccentrica di una rete polverizzata e a prova di bomba si fa strada nei corridoi delle più nobili comunità scientifiche. Nel 1965 ARPA sponsorizza un primo studio sui "cooperative network of time-sharing computers". L'eco della prima eresia di Baran rimbalza nel vecchio continente. Nei National Physical Laboratory del Middlesex, Inghilterra, non perdono un minuto e mettono su NPL Data Network, basata su questi principi (1967).
All'Arpa non hanno assolutamente intenzione di essere battuti in volata da chichessia, e il Pentagono stanzia somme importanti per una sperimentazione su larga scala (1968).
Il primo nodo (con computer Honeywell 516 con 12K di memoria a controllare il flusso dei dati: mostri di potenza per l'epoca) è istallato presso la UCLA nell'autunno 1969, dove il laureando Vinton Cerf (considerato dai più il padre legittimo di Internet) frequentava con profitto i corsi di computer science. A dicembre diventano quattro, per poi continuare a crescere senza sosta sino al numero attuale. L'embrione della Rete come la conosciamo oggi è nato e il suo nome di battesimo non fa sfoggio di fantasia: Arpanet. I quattro computer possono trasferire dati su linee dedicate ad alta velocità; possono anche essere programmati a distanza dagli altri nodi. Scienziati e ricercatori esultano: si apre per loro una nuova era di condivisione di progetti e scoperte, impensabile sino al giorno prima. Ben presto però la fisica quantistica e le dissertazioni sui superconduttori faranno spazio anche alle chiacchiere personali e alla varia umanità: ogni utente ha un proprio account e un indirizzo corrispettivo su Arpanet, è inevitabile quindi che la rete divenga anche un enorme ufficio postale, il primo che regala i francobolli e che recapita le lettere non appena gliele affidate.

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ANNI SETTANTA

L' "ormone" che giustifica la crescita robusta di Arpanet è costitutito dallo standard di comunicazione che i computer collegati condividono. Le macchine, sia pure con sistemi operativi differenti, devono parlare la stessa lingua, una sorta di esperanto informatico che si fonda sul packet-switching. Questo idioma si chiama, originariamente (1970), NCP, ovvero Network Control Protocol, ma presto (1982) i "linguisti" Cerf e Bob Khan ne forniscono una versione più raffinata, nota come TCP/IP. Un codice di comunicazione che funziona in due fasi. Il Transmission Control Protocol seziona all'origine i messaggi in diversi pacchetti, per poi ricomporli in unità una volta arrivati a destinazione. L'Internet Protocol ha il compito di fare da postino, e da postino poliglotta: è lui che ha la responsabilità dell'indirizzamento delle singole porzioni di dati attraverso nodi multipli e networks spesso diversi, ognuno con degli standards particolari (come l'Ethernet preconizzato nella sua tesi di dottorato da Bob Metcalfe nel '73, il Fddi, l'X.25 etc).

1973

La leggenda vuole che Vinton Cerf, dopo lunghe discussioni con il socio Bob Khan sui problemi di interconnettere le reti diverse ad Arpanet, schizzasse l'architettura dei "gateway", i computer passerella tra un sistema e un altro, sul retro di una busta, nella hall di un hotel di San Francisco, in una mattina piovoso del marzo 1973. Prime idee poi presentate all'incontro dell' InterNetworking Working Group (di cui era stato nominato presidente sin dalla fondazione, avvenuta l'anno prima) all'università del Sussex, Inghilterra. Lo stesso anno escono le specifiche per il file transfer; quattro anni dopo quelle della mail; nel '79 è la volta di Usenet e i primi MUD, opera degli inglesi Richard Bartle e Roy Trubshaw. BITnett è la novità dell'81 ("Because It's Time NETwork", fornisce posta elettronica, listserv per distribuire informazioni e possibilità di file transfer).
E il Vecchio Continente non stà a guardare. France Telecom inaugura in quell'anno un apparecchio per molti versi sconvolgente: il Minitel che si diffonde velocemente in tutte le case. È del 1982 invece la creazione di EUnet (European UNIX Network) per fornire email e servizi USENET e vede la luce anche EARN (European Academic and Research Network), una specie di BITNET europea che sfrutta una gateway fornita da IBM.
Su scala mondiale è anche l'anno di FidoNet sviluppata da Tom Jennings.

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ANNI OTTANTA

L' origine strategica di Arpanet appartiene ai ricordi. Nel 1983, a ratificare il cambiamento, il ramo militare della rete si stacca, andando a formare Milnet. E Arpanet diventa, all'interno della nebulosa di network che con lei comunicano via TCP/IP, un quartiere periferico. Negli anni '80 si cominciano a realizzare i presupposti che determineranno, negli anni a venire, l'esplosione della Rete. Le pre-condizioni per l'avvento dell'era digitale sono riassunte da nuovi postulati che ne spiegano l'antefatto e ne sanciscono l'irreversibilità. La legge di Moore (da Gordon, fondatore dell'Intel) che sostiene che la potenza di calcolo e la capacità dei computer raddoppia ogni 18 mesi, decretando così uno sviluppo irresistibile dell'informatica (ci si aspetta che 15 milioni di utenti privati acquisteranno un personal entro il 1995) e la legge di Metcalfe (da Bob, l'inventore del protocollo Ethernet, comunemente usato per la comunicazione locale tra computer) che dice che il valore di una rete - inteso come utilità alla popolazione - è all'incirca proporzionale al quadrato del numero degli utilizzatori. "L'esempio più eloquente di questa seconda tesi è quello della rete telefonica - argomenta Christopher Anderson in un bel saggio su The Economist -. Un telefono è inutile: chi potete chiamare? Due telefoni sono meglio, ma ancora poco. È soltanto quando la popolazione ha un telefono che la potenzialità di una rete raggiunge il suo massimo".

1984

Il 1984, pur non essendo catastroficamente denso di avvenimenti come aveva previsto George Orwell, segna un tappa memorabile per le scienze informatiche: compare sul mercato il primo computer Macintosh; lo scrittore William Gibson dà alle stampe il fortunato Neuromancer, da cui è tratta l'espressione "cyberspazio". L'anno seguente, sull'onda lunga della nascente cybercultura, apre i battenti la prima vera comunità virtuale: Whole Earth 'Lectronic Link (WELL); la National Science Foundation ha capito perfettamente che la rete che sta crescendo in silenzio è pur con obiettivi diversi da quelli originari, una risorsa strategica nazionale di prim'ordine. Attraverso il suo Office of Advanced Scientific Computing mette a disposizione fondi e mezzi di ogni tipo. Nel 1986, la NSFNET che ne scaturisce, collega computer dell'ultima generazione attraverso una dorsale (backbone) che consente una velocità di 56Kbps (nell'88 passerà a livello T1 - 1.544Mbps - e nel '90 a T3, ovvero 44.736Mbps). L'aumento delle connessioni, soprattutto da parte delle università, è esponenziale.

1988

Il primo novembre 1988 la paura corre sul filo: un virus, diffuso in rete, colpisce circa un computer su 10 dei 60.000 collegati. Al Darpa, oramai in smantellamento, hanno un sussulto di vitalità e formano tempestivamente il CERT (Computer Emergency Response Team).
Per chi ama la chiacchiera elettronica live, Jarkko Oikarinen sviluppa Internet Relay Chat (IRC).
E, assieme agli altri e peggiori steccati che stanno per crollare, anche FidoNet viene collegata a Internet, rendendo così possibile lo scambio di e-mail e news tra i due sistemi una volta non comunicanti.

1989

Mentre a Berlino crolla il Muro, simbolo odioso della guerra fredda archiviata nei registri della storia, in America spira, senza che quasi nessuno se ne accorga, Arpanet, "vittima felice del suo debordante successo". L'assoluta assenza di cordoglio nella popolazione telematica non è dovuta al calcareo cinismo e alla disumanità che qualcuno le imputa. Semplicemente niente cambierà nelle abitudini dei cybernauti: il protocollo TCP/IP dilaga su qualsiasi network che con Arpa confinava e che aveva finito per esserne fagocitato. Anche l'Italia è connessa con la NSFNet.

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ANNI NOVANTA

1990

Dal momento che, come sempre più studiosi sostengono, "Internet dovrebbe fare domanda di ammissione all'Onu come prima nazione del cyberspazio", nascono anche associazioni per tutelare i diritti che alla cittadinanza telematica pertengono. La più nota è, di gran lunga, la Electronic Frontier Foundation (EFF), fondata da Mitch Kapor
Sul versante dei software per la navigazione e la ricerca di informazioni in Rete, è tutto un fiorire di novità. Archie, di Peter Deutsch, Alan Emtage e Bill Heelan e Hytelnet di Peter Scott; Wide Area Information Servers (WAIS), inventato da Brewster Kahle e Gopher di Paul Lindner e Mark P. McCahill; PGP (Pretty Good Privacy) di Philip Zimmerman, sono tutti contemporanei e incontrano subito un significativo successo.
Ma la vera novità è rappresentata dallo scheletro del World-Wide Web (WWW) concepito al Cern di Ginevra dall'equipe guidata da Tim Berners-Lee.
Ormai è indubitabile: in Rete c'è l'oro e la corsa dei cercatori non può più attendere: ai blocchi di partenza il più svelto è The World (world.std.com), il primo provider privato a Internet con accesso dial-up.

1992

Veronica non è il nome di una graziosa ragazza del Nevada, ma un lungo acronimo per uno strumento di ricerca del gopherspace, opera dell'ingegno dell'Università locale.

1993

È l'anno della novità decisiva, quello in cui - sempre nelle parole dell'Economist - "a Internet spuntano delle ali multimediali". Mosaic sparge una benzina furibonda sul fuoco della Rete: il traffico sul Web si moltiplica in progressione geometrica a un tasso annuale superiore al 300%. Si tratta del primo software a interfaccia grafica di navigazione che permette di spostarsi facilmente sul Web, decidendo la rotta a colpi di mouse, e potendo anche usufruire delle immagini, i suoni e i video disseminati lungo il cammino. Si fa più concreta l'idea di "cyberspazio" che Gibson aveva intuito nel suo libro dell'84. E tutto questo è alla portata di persone che possono avere nessuna conoscenza informatica preliminare.
La tendenza a raddoppiare ogni anno le proprie dimensioni adesso si misura in cifre ingombranti: circa 5 milioni di computers host . Ma è ancora il Web che lascia senza fiato per la crescita incontrollabile: in soli 18 mesi gli utenti, professionali e non, hanno creato più di 3 milioni di pagine di informazioni multimediali. Si danno molti numeri sulla popolazione di cyber-utenti, estrapolazioni difficilmente attendibili: 12 milioni, o 20 o di più ancora. Quello che è certo è il dato sulla natalità elettronica, degna del più prolifico stato del Centrafrica
Viene istituita dalla National Science Foundation InterNIC, una sorta di sterminato "Pra" dove i nuovi fornitori di servizi devono registrarsi, oltre ad essere un ente che fornisce molte consulenze e attività di informazione.
Insetti e rettili di tutti i tipi infestano allegramente il Web: sono Worms (vermi come il WWW Worms (W4), Spiders (ragni), Wanderers, Crawlers, and Snakes (serpenti). Tutti sistemi che passano in rassegna senza sosta il Web per indicizzare e razionalizzare le risorse che vi si possono trovare.
L'Amministrazione Clinton e il Vicepresidente Al Gore in particolare, tagliano il nastro dell'US National Information Infrastructure Act
Non passa giorno che un giornale qualsiasi non ospiti un articolo dedicato alla Rete: on-line, multimediale, interattiva sono i nuovi tormentoni di titolisti e archivisti.

1994

Venticinque candeline sulla torta di compleanno di ARPANET/Internet.
Prime avvisaglie di uno sbarco ineluttabile: i centri commerciali espongono on-line e vendono di tutto. Fa scuola il caso Canter & Siegel: i due soci di uno studio legale dell'Arizona sollevano un polverone senza precedenti per aver violato le regole non scritte della buona educazione telematica. Per pubblicizzare una loro attività mandano una quantità enorme di messaggi elettronici promozionali a indirizzi e-mail di tutto il mondo. Nella riprovazione generale, è il primo caso di "spamming".
I giornali di tutto il mondo riportano una curiosità eloquente: Pizza Hut, la più grande catena di pizzerie del mondo, consente di prenotare on-line e garantisce, in certe città, la consegna a domicilio della Margherita o della Quattro Formaggi preferita.

1995

La National Science Foundation ritiene di aver svolto l'essenziale del suo compito: ha incubato, a suon di miliardi, lo sviluppo della Rete, adesso cresca da sola. Il traffico è dirottato sulle dorsali private che, via via, erano venute affiancandosi a quella pubblica originaria.
È ufficiale: il WWW è la zona più trafficata della Rete.
Matricola in Borsa, Netscape di Mark Andreessen, ottiene alla quotazione un risultato record (9 agosto).
Le vie del signore sono infinite e non disdegnano neppure le autostrade digitali: il Vaticano on-line tocca i 40.000 contatti giornalieri durante la prima settimana.
WWW e motori di ricerca sono nominati "tecnologie dell'anno". Newsweek e Panorama si trovano d'accordo nel conferire la copertina dell'alloro 1995 a Internet, come fenomeno globale.

1996

Cronaca di un successo annunciato. La stampa specializzata e tutti gli addetti ai lavori non hanno dubbi: da tenere sotto costante osservazione sono, più degli altri, il rivoluzionario linguaggio JAVA e il VRML (Virtual Reality Modelling Language), ovvero l'HTML per costruire ambienti virtuali in 3 dimensioni.

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(Estratto da documenti ufficiali)

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APPROFONDIMENTO

I principali protocolli di "alto livello" usati su Internet sono:

HTTP HyperText Transfer Protocol Trasferimento di ipertesti e altri file nell'ambito del WWW
FTP File Transfer Protocol Copia di file binari o di testo (ASCII)
Telnet Controllo di computer a distanza
SMTP Simple Mail Transfer Protocol Spedizione di messaggi di posta elettronica (E-mail)
POP3 Post Office Protocol 3 Gestione delle caselle di posta elettronica
NNTP Network News Transfer Protocol Trasferimento di articoli di newsgroup

 


 

Come trovare indirizzi di pagine interessanti

Esistono alcuni siti che forniscono la possibilità di effettuare ricerche e di ritrovare gli indirizzi di pagine che riguardano determinati argomenti. Sostanzialmente esistono due tipi di strumenti:

Vanno subito rimarcati alcuni punti importanti. Per prima cosa, non esiste un indice completo: una ricerca effettuata su indici di rete diversi restituirà elenchi di siti in gran parte diversi. Inoltre, l'aggiornamento degli indici - specialmente di quelli meno diffusi - è affidato in gran parte alla buona volontà di chi li usa, che segnala i siti interessanti. La maggior parte di questi strumenti sono cresciuti grazie alla collaborazione attiva degli utenti, anche se adesso quasi tutti sono diventati vere e proprie imprese commerciali che vivono grazie alla pubblicità nelle proprie pagine.

Sebbene concettualmente gli indici di rete e i motori di ricerca siano abbastanza diversi, di fatto si sta assistendo ad una tendenza all'unificazione, per cui i motori di ricerca offrono anche una divisione in categorie e gli indici di rete permettono anche ricerche per parole chiave. Molti browser, inoltre, inseriscono pulsanti o voci di menu che conducono direttamente ad alcuni motori di ricerca da essi consigliati, anche se spesso il motore è selezionato per motivi commerciali anzichè in funzione di un giudizio di merito.

Ecco quindi gli indirizzi di alcuni dei più famosi strumenti di ricerca accessibili via WWW; il consiglio è di provarne un certo numero e di trovare quello che più si adatta alle vostre esigenze. Non dimenticate però di leggere anche il seguente paragrafo, che vi darà alcune indicazioni sulle modalità d'uso di questi strumenti.

Indici di rete
Yahoo! http://www.yahoo.com/ Il più antico indice di rete di Internet
Magellan Internet Guide http://www.mckinley.com/
Italian Web Pages http://www.iwp.it/ Italiano
Virgilio http://www.virgilio.it/ Italiano
Ragno http://ragno.ats.it/ Italiano

Motori di ricerca

Alta Vista http://www.altavista.com/ Il motore di ricerca più usato al mondo, da poco offre anche la possibilità di tradurre le pagine
Lycos http://www.lycos.com/ Il più antico motore di ricerca di Internet
Webcrawler http://www.webcrawler.com/ Altro ottimo motore di ricerca internazionale
Infoseek http://www.infoseek.com/ Motore di ricerca della Netscape
Use It http://www.he.net/~kamus/useit.htm Italiano, non ha un motore proprio ma facilita la ricerca in molti motori diversi
CRS4 Search http://www.crs4.it/Index/ Italiano, il più antico motore di ricerca nazionale

 


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